Artigianato tessile a Samugheo


Come è stato detto autorevolmente
il tessuto è con il fuoco una delle prime scoperte dell’uomo che lo fanno distinguere dagli altri animali (…) dapprima è la semplice pelle dell’animale, poi la pelle cucita con aghi perché meglio si adatti e chiuda il corpo come una seconda pelle (…) infine passando dalla vita di raccoglitore o di cacciatore alla vita agricola sedentaria (…), avendo ormai a disposizione piante e animali, l’uomo comincia a fabbricarsi con l’intreccio di fibre vegetali le prime stuoie che coprono i nudi pavimenti delle capanne o chiudono le entrate delle stesse. Il passaggio dalla stuoia alla tela deve essere stato lo stadio seguente

La fabbricazione e l’utilizzo dei tessuti, dunque, in quanto tratto distintivo dell’essere umano, rappresenta un trait d’union tra la molteplicità di culture e modelli di società che si sono avvicendati nel corso del tempo.

Strumenti per la filatura

Le origini

La domanda da porsi non è tanto perché anche a Samugheo, quanto piuttosto perché, in Sardegna, solo a Samugheo l’arte tessile si sia radicata tanto in profondità e abbia dato adito a peculiarissime evoluzioni. Domanda retorica, cui è impossibile rispondere: la tessitura a telaio verticale era diffusa ovunque in Sardegna già in epoca prenuragica e nuragica, come testimoniano i pesi tendi-ordito ritrovati in tutto il territorio, compresa una località prossima a Samugheo, dove sono stati rinvenuti, oltre ai pesi, anche delle fusaiole.

La tradizione

Ancora in epoche storiche a noi più vicine la tessitura per autoconsumo è stata, in Sardegna come altrove, una funzione importantissima dell’economia curtense, delegata per lo più alle donne; le madri insegnavano alle figlie le tecniche di filatura e tessitura, l’arte di tingere le fibre e il segreto dei motivi decorativi che, spesso, assumeva il valore di vero e proprio patrimonio familiare.  Le figlie, imparata l’arte, cominciavano presto a metterla in pratica per costituirsi il corredo in vista di future nozze:  tessevano  coperte, lenzuola, asciugamani, copricassa, grembiuli da lavoro, tovaglie per il pane, tela da camicie e la bisaccia da donare al futuro sposo.

Bisaccia artigianale di Samugheo

La tradizione diventa mestiere

Telaio orizzontale in legnoAngius ci dice che a Samugheo già dalla metà dell’ottocento si tesseva, a telaio orizzontale, non solo per le esigenze familiari ma anche per il mercato  e ne attribuisce il merito alla laboriosità delle abitanti. Non doveva essere ininfluente nemmeno la larga disponibilità di materie prime, visto che non mancavano le greggi per la lana né l’acqua per la macerazione dei fusti del lino.
Quel che è certo è che tra gli anni ’50 e ’60 del ‘900 Samugheo era già un centro di produzione tessile fiorente, a tutto vantaggio dell’economia locale. Le tecniche utilizzate erano le stesse diffuse in tutta la Sardegna ma lì, affiancando la più antica tecnica un’in dente, aveva preso piede la particolare variante a grani o a pibiones, ottenuta attraverso la creazione di anelli di filato sporgenti rispetto alla tela di fondo e realizzati mediante una bacchetta metallica. L’insieme dei grani a rilievo che si andavano a formare definiva il disegno ornamentale del manufatto e, nel contempo, rafforzava il tessuto assicurandogli una maggiore resistenza all’usura: si era stabilito un canone che, ancora oggi, connota il tessuto sardo nell’immaginario collettivo universale.

Artigianato tessile a Samugheo oggi

Da allora i tessuti di Samugheo si sono imposti nel mercato con ottimi risultati, tanto che l’artigianato tessile è diventato il settore trainante dell’economia locale. Attualmente i manufatti più richiesti presso i numerosi labotori tessili artigianali sono – oltre alle coperte, alle bisacce, ai tovagliati, alle lenzuola e agli asciugamani – le tende, i coordinati da camera, le lampade, gli arazzi, i tappeti, i centrotavola e le tappezzerie.

Tappeto artigianale di Samugheo

Il MURATS

L’esigenza di salvaguardare e valorizzare i disegni antichi, i capi più originali e rari, e poterli esporre in una struttura apposita. Nasce così il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda (M.U.R.A.T.S.).

Fotografie di Ludovico Mura